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La verità tagliata
I fotomontaggi dell’archivio storico de l’Espresso

a cura di Tiziana Faraoni

Può mentire la fotografia in una rivista illustrata?

Può essere presentata in modo da raccontare indiscutibilmente un’unica verità?


Oggi il concetto fotomontaggio è spesso legato al lavoro del fotografo ed è difficile pensare che possa far parte di quello di un newsmagazine. Negli anni Sessanta e Settanta invece era regola nei giornali modificare le stampe che arrivavano in redazione. Alterare la realtà era la norma, ma in genere non lo si faceva per motivazioni politiche e giornalistiche. Come spiega lo storico art director de l'Espresso Franco Originario, “ La realtà veniva modificata solo per esigenze di impaginato e di grafica”.


La fotografia, in pratica, aveva acquisito delle “non regole” della stessa fotografia. L'immagine doveva essere animata, e il gesto di ogni singolo personaggio era fondamentale per l'impaginato. Le mani, i fondali, erano parte di questo movimento e se la foto in questione non rappresentava questo linguaggio, l’effetto doveva essere costruito tramite l'unione o la modifica delle singole stampe.


Erano regole grafiche rigidissime, il cui scopo era una migliore riuscita del magazine e del suo pensiero: un profilo doveva sempre guardare all'interno della pagina e spesso un banale rovesciamento di una fotografia comportava un’eliminazione del taschino della giacca, che avrebbe vanificato la costruzione di una nuova verità.


Del resto non c’era la possibilità di accedere all'enorme quantità di materiale fotografico disponibile oggi. Il digitale era ancora lontano le uniche protagoniste erano le forbici.


Molti oggi nel vedere un simile “omicidio” della fotografia salterebbero sulla sedia. Ma non bisogna dimenticare che grafica e fotografia hanno sempre avuto un legame molto forte fin dall'epoca del pittorialismo, nella propaganda illustrata dei regimi totalitari del Novecento e, in particolar modo, nelle grandi riviste illustrate americane degli anni Trenta e Quaranta che diedero il via al boom del fotogiornalismo.

PALAZZO TRINCI

Orario di apertura
dal martedi alla domenica: ore 10.00/13.00 -15.00/19.00
chiuso il lunedi

Apertura Straordinaria Venerdi 13 ingresso gratuito
Costo del biglietto RID UWF € 4.00

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